“Immigrazione zero”, al via a Ravenna il XIII Festival delle Culture. Il 7 giugno la consegna del Premio Intercultura Città di Ravenna a Daniela Di Capua, direttrice dello Sprar/Siproimi

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Dal 7 al 9 giugno Ravenna ospita il Festival delle Culture, la manifestazione promossa dal Comune – assessorato alle Politiche per l’Immigrazione con la partecipazione dell’Università di Bologna Campus di Ravenna, che giunge quest’anno alla sua tredicesima edizione. Tre giorni di dibattiti, laboratori creativi, spettacoli musicali e di danza popolare, mostre e un mercatino dell’artigianato per dare visibilità alle diverse culture che convivono nel nostro paese e favorire l’incontro tra cittadini e migranti.

Nella serata di venerdì 7 giugno alle 20,30 verrà consegnato il Premio Intercultura Città di Ravenna” alla direttrice dello Sprar/Siproimi Daniela Di Capua che l’assessorato all’Immigrazione e l’Università di Bologna hanno deciso di conferirle per l’impegno che in questi anni l’ha vista protagonista nello sviluppo del sistema di accoglienza in Italia attraverso il sistema Sprar.

Tema di questa edizione del Festival è “Immigrazione zero: economia, cultura e società senza i cittadini migranti”, argomento che sarà sviluppato durante il Festival nei tre appuntamenti in programma alle 21 sotto la tensostruttura allestita in Darsena. Ai tre dibattiti aperti a tutta la cittadinanza parteciperanno giornalisti, professori, ricercatori, scrittori e reporter per dare il loro punto di vista sul tema delle migrazioni secondo le tre direttrici economica, culturale e sociale.

In merito al tema scelto, l’assessore all’Immigrazione Valentina Morigi, intervenuta alla presentazione del Festival presso il Dipartimento di scienze giuridiche, ha spiegato che «quest’anno con “Immigrazione zero” abbiamo voluto indagare questo tema analizzando gli effetti che questa scelta potrebbe avere per il nostro Paese». Sullo stesso argomento aggiunge Francesca Curi, docente del Dipartimento: «Partiremo dalla convinzione che paure e differenze verso chi viene da altri paesi e culture si superano solo attraverso la conoscenza profonda del fenomeno, lontani da pregiudizi».

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